Il credito del professionista - secondo il prevalente orientamento della Cassazione - che abbia svolto attività nella presentazione della domanda di concordato preventivo, rientrando tra i crediti sorti “in funzione” di tale procedura, va soddisfatto in prededuzione nel successivo fallimento, senza che, debba essere accertato, con valutazione ex post, che la prestazione resa sia stata concretamente utile per i creditori  in ragione dei risultati raggiunti. Con il CCI, tuttavia, il riconoscimento della prededuzione - nei limiti del 75% - è subordinato all'apertura della procedura concordataria.



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